RB 4,11-13 – Tenere sotto disciplina il proprio corpo. Non cercare con avidità i piaceri. Amare il digiuno. Non si tratta di avere in orrore il piacere e di considerarlo come qualcosa di demoniaco, cosa che storicamente è anche accaduto, ma di custodire una vera libertà dando ad ogni cosa il giusto posto. Tenere sotto
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Regola di San Benedetto
RB 4,9-10 – Non fare agli altri ciò che non si vuole venga fatto a sé. Rinunciare totalmente a se stesso per seguire Cristo. Anche questi due versetti hanno una valenza riassuntiva. Nel vangelo di Matteo e in quello di Luca Gesù usa questa espressione non fare agli altri ciò che non si vuole venga
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RB 4,3-8 – Poi non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non assecondare la concupiscenza. Non testimoniare il falso. Onorare tutti gli uomini. Il capitolo quarto è sostanzialmente una raccolta di versetti biblici, quasi a ricordarci che la Regola è una sorta di bigino, un prontuario per vivere il Vangelo. Se dovessimo noi scegliere un
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RB 4,1-2 – Prima di tutto, amare il Signore Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze. Quindi amare il prossimo come se stessi. L’incipit di questo capitolo dedicato agli strumenti delle buone opere è significativo: “in primis” prima di tutto. Si abbraccia la vita monastica per amore di Dio, non
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RB 4 – Titolo: Gli strumenti delle buone opere. Il quarto capitolo della Regola è una raccolta di versetti biblici, apparentemente senza una logica. Sono giustapposti senza un commento, una parola applicativa. Per capirlo è importante partire dal titolo: Gli strumenti delle buone opere. L’immagine dell’officina e degli strumenti con cui il monaco compie il
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RB 3,12-13 – Quando, invece, si devono trattare cose di minore importanza per il bene del monastero, l’abate ricorra soltanto al consiglio dei più anziani, come è scritto: Fai tutto chiedendo consiglio, e dopo non te ne pentirai. Ogni forma di responsabilità corre il rischio di diventare, anche in modo inconsapevole, una forma di dominio
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RB 3,8-11 – Nessuno in monastero segua le inclinazioni del proprio cuore; nessuno, sfrontatamente oppure fuori del monastero abbia la presunzione di contestare con il suo abate. Chi avrà osato farlo, sia punito secondo le norme correttive della Regola. L’abate però, da parte sua, faccia tutto nel santo timore di Dio e nell’osservanza della Regola,
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RB 3,7: Tutti, dunque, e in tutto, seguano la Regola come loro maestra, e nessuno abbia la temerarietà di allontanarsene. Cosa significa avere la Regola come maestra? Questa immagine ci invita a leggere questo testo, ma vale per ogni comandamento della Scrittura e non solo, come una sorgente di insegnamenti più che come un regolamento
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RB 3,3-6 – Abbiamo detto di chiamare a consiglio tutti i fratelli perché spesso proprio al più giovane il Signore manifesta ciò che è meglio fare. I fratelli espongano il loro parere con tutta la sottomissione che l’umiltà ispira, e non abbiano la presunzione di sostenere con arroganza il loro punto di vista. La decisione,
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RB 3,3-6 – Abbiamo detto di chiamare a consiglio tutti i fratelli perché spesso proprio al più giovane il Signore manifesta ciò che è meglio fare. I fratelli espongano il loro parere con tutta la sottomissione che l’umiltà ispira, e non abbiano la presunzione di sostenere con arroganza il loro punto di vista. La decisione,
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