RB 3,1-2 – Ogni volta che in monastero è necessario trattare questioni importanti, l’abate convochi tutta la comunità, ed esponga egli stesso l’argomento. Dopo aver ascoltato il parere dei fratelli, consideri bene la cosa tra sé, quindi faccia ciò che ritiene meglio per il bene comune. Dopo aver presentato nel capitolo 2 le responsabilità che
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Regola di San Benedetto
RB 2,37-40 – Sappia inoltre che se uno accetta di guidare delle anime deve prepararsi a renderne conto. E ritenga per certo che qual è il numero dei fratelli affidati alla sua guida, d’altrettanti anime egli, nel giorno del giudizio, dovrà rispondere davanti al Signore, compresa, ovviamente, la sua. L’abate dunque, tutto pervaso di sacro
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RB 2,31-36 – E sia ben consapevole di aver assunto una missione tanto difficile e delicata: quella di guidare le anime mettendosi al servizio dei diversi temperamenti. Dovrà quindi usare con alcuni la dolcezza, con altri il rimprovero, con altri ancora la parola persuasiva, adattandosi così e quasi conformandosi a tutti secondo la natura e
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RB 2,26-30 – Non chiuda gli occhi sui vizi dei fratelli, ma li sradichi subito, energicamente, appena incominciano a manifestarsi, ricordandosi della triste fine di Eli, sacerdote di Silo. Perciò riprenda, ammonendoli una o due volte, i fratelli più docili e disponibili ad ascoltare; punisca invece, al primo affiorare del peccato, i malvagi e i
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RB 2,23-25 – Nel suo insegnamento l’abate ponga sempre attenzione ad attuare il consiglio dell’Apostolo: Ammonisci, rimprovera, esorta; vale a dire, alternando secondo i momenti e le circostanze la severità e la dolcezza, si mostri insieme esigente maestro e tenerissimo padre. Deve infatti correggere con fermezza gli indisciplinati e i ribelli, ma esortare a progredire
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RB 2,19-22 – E se, per esigenze di giustizia, l’abate decide di promuovere un fratello, egli lo faccia prescindendo dalla considerazione della classe sociale cui il monaco apparteneva. Per il resto, ciascuno tenga il proprio posto, perché schiavo o liberi, tutti siamo uno in Cristo e servendo l’unico Signore, portiamo tutti il giogo della stessa
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RB 2,16-18 – L’abate non faccia distinzione di persona in monastero. Non ami uno più dell’altro, pur compiacendosi di chi è migliore per l’ardore nelle buone opere e per l’obbedienza. Non anteponga mai il nobile a chi è entrato in monastero venendo dalla condizione di schiavo, salvo il caso che vi sia un altro giusto
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RB 2,10-15 – Quando dunque uno riceve il nome di abate, deve formare i suoi discepoli con un duplice insegnamento: indicare cioè più con i suoi atti che mediante i discorsi, tutto ciò che è buono e santo. Ai discepoli in grado di comprendere egli spiegherà con la parola i comandamenti del Signore, mentre ai
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RB 2,7-10 – Sappia dunque l’abate che ricadrà sul pastore la responsabilità delle eventuali carenze che il padre di famiglia troverà nel suo gregge. Al contrario, se il pastore si sarà dedicato con tutto lo zelo possibile al servizio di un gregge irrequieto e indocile, e avrà effettuato ogni cura per guarire la loro malsana
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RB 2,4-6 – Perciò l’abate nulla deve insegnare, stabilire o comandare che si discosti dalla legge del Signore; mediante il suo insegnamento e le sue direttive faccia invece penetrare nel cuore dei discepoli il buon fermento della giustizia divina, sempre ricordandosi che nel tremendo giudizio di Dio dovrà rendere conto sia del proprio insegnamento sia
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